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FIDAL

Milano, lunedì 24 giugno 2024

Un Europeo indimenticabile per l’Italia (11 ori, 9 argenti, 4 bronzi, 45 finalisti complessivi e i primi posti nel medagliere e nella classifica a punti), un Europeo indimenticabile anche per Alessandro Sibilio. Allo Stadio Olimpico di Roma sono stati due i ragazzi dell’Atletica Riccardi Milano 1946 a gareggiare nei 400m ostacoli. Per Mario Lambrughi, campione italiano Assoluto in carica nella specialità allenato da Simone Vimercati, l’approdo d’autorità in semifinale vincendo la batteria in 49”74 (nel secondo turno avrebbe corso in 50”03 per il 21esimo posto finale) è dedicato al nipotino Elia, figlio della sorella Viola. Per Ale Sibilio, allievo di Giampaolo Ciappa, un ritorno a dir poco fragoroso in maglia azzurra: il primato stagionale a 48”07 in semifinale e poi un galattico 47”50 in finale, primato italiano tolto a Fabrizio Mori dopo quasi 23 anni (il toscano lo realizzò nella finale iridata 2001 chiudendo secondo in 47”54 alle spalle di Felix Sanchez) e uno scintillante argento alle spalle dell’“alieno” Karsten Warholm, cui Alessandro erode centimetri di gap nel finale dando l’idea di come la distanza che lo separa dal vichingo primatista del mondo sia importante ma non siderale.

Sibilio dal 2019 corre in divisa Fiamme Gialle, ma è sempre rimasto un grande cuore verde: non solo perché le sue prestazioni portano sempre punti all’Atletica Riccardi Milano 1946 nelle graduatorie per società, ma anche per il fortissimo legame di Alessandro, di coach Giampaolo e di tutta la famiglia Sibilio con il presidente Riccardi Sergio Tammaro e con tutta la società in maglia verde. Un legame che Ale ha espresso anche in questa piccola intervista che ci ha concesso nel post Europeo di Roma.

Una medaglia d’argento europea, un fantastico 47"50, un primato italiano tolto nientemeno che a Fabrizio Mori: che significato hanno per Te?

«Il record di Fabrizio credo sia per tutti un riferimento storico, ha segnato un’epoca dell’atletica e soprattutto la consacrazione di un atleta memorabile: per me il 47”50 è stato quasi più importante della medaglia essendo praticamente cresciuto con le gesta di Mori. Il record è sicuramente arrivato in un momento inaspettato e mi fa pensare di poter scendere di qualche decimo ancora, ma è ovviamente tutto da vedere».

Dall’argento europeo Under 20 di Grosseto (23 luglio 2017), quando ti eri appena laureato campione italiano Juniores con i colori dell’Atletica Riccardi Milano 1946, all’argento europeo tra i “grandi” (11 giugno 2024) a Roma: cosa è cambiato e cosa invece è rimasto identico nel tuo approccio all'atletica e ai 400m ostacoli?

«⁠In questo momento sono nel pieno della maturità: i 400m ostacoli, essendo una specialità molto tecnica, hanno bisogno di molto allenamento ma soprattutto di molta esperienza che va accumulata nel tempo. Prima magari vedevo l’atletica solo come un divertimento ma il cambio di mentalità credo sia proprio arrivato quando ho capito che potevo scrivere pagine importanti di questo sport».

Da Tokyo 2021 agli Europei di Roma sono stati tre anni costellati di grandi tempi ma anche di tanti piccoli o grandi problemi: qual è stato il momento più difficile da superare?

«Rieti 2022 (con il grave infortunio muscolare nella finale tricolore Assoluta dei 400m piani, ndr) è il punto più basso della mia carriera atletica, un infortunio che mi ha tenuto fermo quasi sei mesi e mi ha fatto saltare Mondiali ed Europei di quell’anno, ero in una condizione pazzesca. Purtroppo, da lì ancora mi devo riprendere al 100%, questi tipi di infortuni non solo ti colpiscono a livello fisico ma soprattutto a livello mentale».

In questi tre anni, per tanti versi molto complessi, hai preso parte anche a un Campionato Regionale di Società con la Riccardi nella 4x400 l’anno passato a Saronno (Varese): come descriveresti il rapporto che Ti lega ai colori verdi e al suo presidente Sergio Tammaro?

«Non posso che esprimere gratitudine e parole al miele per il Presidente Tammaro. Ancora ricordo il nostro incontro sette anni e mezzo fa, da lì siamo cresciuti in maniera esponenziale sotto la guida dell’Atletica Riccardi Milano, non solo da lontano ma anche da molto vicino: il presidente di sua spontanea volontà ci ha donato 14 ostacoli che ancora oggi uso per allenarmi, non so senza di lui dove sarei arrivato. Lo ringrazio davvero tanto».

Ora mancano 40 giorni o poco più a Parigi 2024: come lavorerai per arrivare a quell'appuntamento e, se c'è e se lo vuoi dire, qual è l'obiettivo numero uno della tua partecipazione ai Giochi?

«L’obiettivo sicuramente è confermare la finale raggiunta a Tokyo, anche se sicuramente sarà molto più difficile: il livello è diventato altissimo e ci sarà da lottare, ma credo di essere in condizione di farlo. Il resto poi verrà da sé, anche se il podio rimane un’utopia dati i tre fenomeni (Warholm, Dos Santos e Bemjamin, ndr) che ci sono davanti».

Ale Sibilio contro i “giganti” dei 400m ostacoli: un grande “in bocca al lupo” da tutta la Riccardi!

Foto Grana/FIDAL

Alessandro Sibilio Roma 2024 bandiera

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