Milano, venerdì 13 marzo 2026
“Chiedi chi erano i Beatles” è il titolo di una delle più famose canzoni degli Stadio. “Chiedi chi era Renato Tammaro” è invece un imperativo, il 13 marzo, più attuale che mai. Oggi il presidentissimo dell’Atletica Riccardi Milano, fondatore del sodalizio, avrebbe compiuto 100 anni: la sua corsa si è fermata il 5 aprile 2015, a 89 primavere, 69 delle quali (record molto difficile anche solo da avvicinare) trascorse come massima carica della “creatura” da lui avviata nel ’46 e attualmente condotta con passione dal figlio Sergio, animato dal medesimo “fuoco”, che ne raccolse il testimone 11 anni fa. Nel centesimo anniversario della nascita del “papà” della Riccardi, è una domanda che i più giovani o coloro i quali si avventurino per la prima volta su questo sito sicuramente si saranno posti. L’affetto, la stima e il rispetto che tuttora si associano alla famiglia Tammaro sui campi di gara di tutta Italia sono la testimonianza più importante di quanto fatto in oltre 60 anni di atletica da Renato (nella foto in basso in versione atleta durante una frazione di 4×400): per dipingere con le parole un piccolo affresco del Tammaro dirigente ci affidiamo a due apprezzatissime firme del giornalismo sportivo, entrambe oggi passate a miglior vita, proponendovi alcuni stralci di due magistrali pezzi redatti nel 1964 (Brera) e nel 1996 (Musumeci).
Remo Musumeci (fondatore e storico direttore della rivista Sportivo, 1937-2015): «Conosco Renato Tammaro da tanto di quel tempo che mi sembra di conoscerlo da sempre. Forse l’ho conosciuto anche in un’altra vita (…). Renato Tammaro è l’inventore della Riccardi e cioè della sezione di atletica leggera di un club polisportivo fondato da Luciano Marzollo nel marzo 1945. Un anno dopo il giovane Renato metteva assieme una squadra di atletica con le riserve della squadra di calcio e con i giocatori di ping pong (allora non si chiamava ancora tennistavolo). Ci volle un bel coraggio, anche perché l’avvio fu più che altro sul tragico con risultati tipo 12”4 sui 100 metri, 1’012”6 sui 400, 2’15”5 sugli 800, 5,15 nel salto in lungo. Ci volle un bel coraggio a volere una squadra di atletica leggera e ce ne volle ancora di più a insistere. Renato Tammaro ha insistito e oggi può meditare su una storia che merita un solo aggettivo: meravigliosa. (…). La Riccardi è l’unica società italiana di atletica di un certo livello che non ha mai avuto uno sponsor: la storia di questo club è ricca di grandi personaggi. (…). Renato Tammaro ha inventato il “Ragazzo più veloce di Milano” e ha dunque messo sulle piste dell’atletica migliaia di studenti. Ai Campionati Europei di Stoccarda – era un piovoso agosto del 1986 – portò in treno nella bella città tedesca una pattuglia di ragazzi milanesi premiati per il profitto a scuola e in atletica. Aveva inventato il “Premio studio e sport”. Una sera Renato mi invitò a cena in un ristorante italiano, mi pare si chiamasse “Il Colosseo”, e fu uno stare assieme piacevolissimo. In quei convivi in genere si scriveva la storia futura dell’atletica. (…). In un’altra vita – chi lo sa? – io sarò un campione dell’atletica e lui il presidente del CONI».
Gianni Brera (scrittore e giornalista, forse la più celebre firma sportiva italiana del XX secolo, 1919-1992): «La polisportiva era nata dal rimpianto di lui. Gianni Riccardi non aveva rivista la sua casa, i fratelli, gli amici. Per ricordarlo venne fondata la più candida e velleitaria (allora sembrava) delle società sportive. Ma a muovere tutto era Tàmmaro, i suoi occhi sgherri, il suo sorriso cattivante, la sua voce suasiva. È gran fortuna ch’io sia stato così pesantemente sconfitto a ping pong, quella sera. Renato avrebbe potuto, da un momento all’altro, convincermi che qualche corsetta al Giuriati mi avrebbe riportato su una stazza onesta: e poiché proprio allora seguivo Consolini con lo stupore di chi segue l’atletica nelle più sane e gagliarde creature del buon Dio, chissà che non mi inducesse pure a lanciare il disco per la Riccardi! Sarebbe stata una broccaggine unica, da veder Consolini con vergogna (e lo incontravo spessissimo in quei giorni). Però sono certo che Renato mi avrebbe convinto sull’utilità del punto che la semplice partecipazione avrebbe apportato alla “nostra società…”. (…). Il Giuriati era a proprio modo un rispettabile tempio. E quei ragazzi (della Riccardi, ndr) sapevano anche pregare. Correvano in letizia, come i Santi – atleti della loro fede. (…). Finì che Renato Tammaro portò la Riccardi dall’Oratorio del Carrobbio alle classiche nazionali (…)».
“Chiedi chi erano i Beatles”, cantavano gli Stadio nel 1984, quando l’Atletica Riccardi aveva “solo” 38 anni. “Chiedi chi era Renato Tammaro”, diciamo noi ora che le maglie verdi approdano agli 80 anni cariche non solo della speranza che caratterizza il colore che ci rappresenta ma anche dell’entusiasmo dei nostri giovani e della soddisfazione e della suggestione di aver visto e vedere, attraverso l’atletica di ogni livello tecnico, ragazzi e ragazze diventare anno dopo anno uomini e donne anche passando dalle esperienze in pista e in pedana. Già, gli 80 anni: tanti ne sono trascorsi da quando, per utilizzare le parole dell’ex presidente FIDAL Gianni Gola celebrando (in quel caso) il mezzo secolo della Riccardi, «all’indomani di una guerra disastrosa che aveva piegato l’animo della gente e toccato duro la società italiana, un gruppo di ragazzi, animati di buona volontà e sospinti da quel sacro fuoco che alberga nell’intimo degli sportivi veri, si riunì per fondare un’associazione che raccogliesse e indirizzasse i giovani milanesi verso lo sport, forte catalizzatore di crescita sociale e morale». Una data certa, per la fondazione della Riccardi nel 1946, non c’è: la tradizione verde vuole che coincida con il compleanno del suo fondatore. Indi per cui, 13 marzo 1946: il carnet delle iniziative per “Riccardi 80” è in fase di definizione, ma sicuramente proporrà sia eventi in pista sia appuntamenti un pizzico più…mondani. Come direbbero gli anglofoni: “Stay tuned!”. Come diciamo noi: “Tanti auguri Riccardi!”.