Milano, domenica 15 luglio 2018

Il mondo si colora d’azzurro…e di verde. È una giornata pazzesca a Tampere (Finlandia) come pazzesche sono le frazioni di 4x400 corse da Andrea Romani e da Alessandro Sibilio, due alfieri dell’Atletica Riccardi Milano 1946 campioni del mondo Under 20 nella staffetta del miglio.Gianpaolo Ciappa Alessandro Sibilio Andrea Romani Tampere 2018 HP

Avete letto bene: l’Italia è iridata in una staffetta dell’atletica. Se vi sembra strabiliante, non avete tutti i torti: mai su un palcoscenico mondiale (Assoluto, Under 20 o Under 18) una staffetta azzurra aveva centrato il massimo della posta. E nella storia dei Mondiali Juniores (17 edizioni, la prima nel 1986 ad Atene) gli ori azzurri (tutti individuali) erano stati solo quattro con Ashraf Saber (400 ostacoli nel 1992), Andrew Howe (lungo e 200 nel 2004) e Alessia Trost (alto nel 2012).

L’Italia vince la 4x400 davanti a due totem mondiali della specialità, Stati Uniti e Gran Bretagna: se la staffetta del miglio è termometro della salute sportiva del movimento allora l’atletica italiana gode di ottime prospettive. Se la staffetta del miglio è termometro atletico di un Paese si capisce bene il valore e il prestigio che ha ancora oggi, 72 anni dopo la sua fondazione, una società come l’Atletica Riccardi Milano 1946, in grado di fornire metà Nazionale iridata e purtroppo non sempre considerata come meriterebbe anche solo scorgendo i risultati tecnici e gli atleti di altissimo profilo 4x400 M Italia Tampere 2018 cambio Gjetja Romanisempre proposti alle rappresentative azzurre.

L’iride della 4x400 è per metà verde grazie a due allievi di Gianpaolo Ciappa, tecnico partenopeo dal cuore altrettanto verde arrivato a quota 10 medaglie internazionali con i suoi due allievi in tre stagioni. Dopo la batteria Andrea Romani pareva dover essere sostituito proprio dal compagno di colori Alessandro Sibilio, invece lo staff tecnico azzurro (con una scelta non facile ma coraggiosa e decisamente azzeccata) decide di escludere il campione europeo Under 18 Lorenzo Benati lasciando Romani (la cui posizione era stata rafforzata non solo dal PB a 47”25 realizzato quest’anno ma anche dalla grande prova proprio nell’eliminatoria) in seconda e inserendo Alessandro Sibilio (46”73 di PB sui 400 piani il 5 maggio scorso a Nembro) in terza, per un quartetto aperto da Klaudio Gjetja (PB da 47”09 nella batteria mondiale) e chiusa da Edoardo Scotti (quarto nella finale dei 400 individuali, primatista italiano Juniores con 45”84). Andrea Romani riceve il testimone da Gjetja proprio mentre gli Stati Uniti perdono e poi recuperano il testimone: nel momento di virare alla corda Andrea è quarto, poi nella seconda curva guadagna una posizione e nel finale affianca addirittura Jonathan Sacoor, il belga campione del mondo individuale, cambiando per secondo azionando Alessandro Sibilio. Sibilio resta in scia al Belgio nei primi 150 metri, 4x400 M Italia Tampere 2018 cambio Sibilio Romanipoi rompe gli indugi e cambia marcia, “spaccando” la gara e guadagnando metri decisivi da consegnare a Scotti che conserva il vantaggio fino al traguardo consegnando per la prima volta un oro mondiale Under 20 della 4x400 maschile a un Paese europeo. Il tempo è sontuoso: 3’04”05, crono che toglie un’eternità al precedente primato nazionale Under 20, il 3’06”46 che pure nel 2011 valse al quartetto azzurro di allora il titolo europeo, e che resta a soli 25/100 dal primato europeo di categoria della Gran Bretagna (3’03”80 nel lontano 1990). «Sono contentissimo di far parte di un team così. Non è solo merito nostro, è merito di chi ci ha fatto il tifo e di chi è stato con noi questi giorni. Vincere come squadra ha ancora più valore» il pensiero a caldo di Andrea Romani. Subito dopo il capitano azzurro Alessandro Sibilio esclama: «È stato pazzesco, quando ho visto dietro gli Stati Uniti sapevo che avremmo vinto. Dovevo dare il 200%, ho dato il 300%. L'avevamo sognato. L'atletica italiana sta rinascendo: sono fiero di essere il capitano di questo quartetto». In precedenza un solo altro atleta passato dalla Riccardi Milano 1946 era giunto al titolo mondiale (sia pure quando già militava in Fiamme Gialle): il marciatore Ivano Brugnetti, campione mondiale tra i "grandi" nella 50 km a Siviglia 1999 prima di vincere l'oro olimpico nella 20 km di Atene 2004. 

Romani e Sibilio, Andrea e Ale, i “gemelli diversi” in maglia verde, da oggi sono nella storia azzurra e ci sono entrati con due frazioni decisive: la Riccardi 1946 e l’atletica italiana sono orgogliosi di loro.

NELLE FOTO Colombo/FIDAL: in alto a sinistra il cambio Gjetja-Romani; a centro pagina a destra il cambio Sibilio-Scotti; qui sotto il quartetto canta l'inno di Mameli sul podio (da sinistra Scotti, Sibilio, Gjetja, Romani).

NELLA FOTO in alto a destra: Alessandro Sibilio e Andrea Romani con coach Gianpaolo Ciappa

4x400 M Italia Tampere 2018 inno

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